Per il presidente della commissione stragi una conferma delle deposizioni «aprirebbe una gravissima crisi istituzionale»

Bugie su Ustica, vergogna di Stato

L’Aeronautica avrebbe fornito ai giudici un falso ordine di servizio su Marsala

Il presidente del Consiglio Andreotti: non ci saranno coperture del governo – Il ministro Martinazzoli: i giudici vadano fino in fondo – Tripoli non smentisce che un jet con Gheddafi si trovasse sulla rotta dell’aereo abbattuto

ROMA — Chi mangiava un panino, chi era in ferie, chi non ha visto, chi risultava presente e invece non poteva esserci, chi non ricorda o non ha visto. Quello del centro radar di Marsala è ormai un pasticcio che fa paura. Che sta cacciando nei guai i vertici delle Forze armate. E ha già provocato uno scossone politico. Il presidente del Consiglio dice che su Ustica non ci saranno coperture del Governo. Il ministro della Difesa fa sapere che la magistratura va agevolata perché arrivi in fondo a questa storia. Il presidente della Commissione stragi valuta che una conferma alle rivelazioni delle ultime ore aprirebbe forse una delle più gravi crisi istituzionali del Paese.
E le conferme arrivano, puntuali. Ieri mattina sono riniti davanti ai magistrati altri quattro militari dell’Aeronautica, incriminati di falsa testimonianza, occultamento di atti veri, favoreggiamento. Reati gravissimi, contestati a 23 ufficiali e sottufficiali che la sera del 27 giugno 1980 erano in servizio nei centri di avvistamento radar di Marsala e Licola. Nessuno di loro ha contestato le dichiarazioni del maresciallo Carico, il primo a raccontare una versione opposta a quella che fino ad oggi l’Aeronautica aveva tentato di accreditare. E cioè che non un solo militare si era reso conto dell’esplosione in volo del DC-9. Perché tutti erano impegnati in una esercitazione (la Synadex). E la notizia arrivò circa venti minuti dopo.
Bene, ieri si è scoperto che Salvatore Orlando e Giuseppe Gruppuso non parteciparono all’esercitazione. Erano semplici avieri e gli avieri non avevano l’autorizzazione per svolgere mansioni in sala operativa nel corso di questi addestramenti. Ma l’Aeronautica ha fornito al giudice un ordine di servizio collocandoli comunque in posizioni operative all’interno della Synadex. E il maresciallo Giuseppe Gioia, anche lui inserito dall’Aeronautica nell’ordine di servizio dell’esercitazione, si è presentato con un altro foglio dell’Aeronautica da cui solo oggi risulta che era già in licenza da due settimane.
E infine cosa dire del capitano Antonio Massaro, «exercise controller» della Synadex con tanto di firma sull’ordine di servizio, che non ha saputo ricordare se quella esercitazione cominciò davvero o invece non fu mai avviata proprio perché il maresciallo Carico aveva ormai dato l’allarme? L’Aeronautica ha fornito alla magistratura un nastro da cui risulta che la Synadex si svolse regolarmente, per almeno otto minuti. Ecco cosa dice il responsabile di quella esercitazione.
— Capitano Massaro, lei diede inizio alla Synadex?
«Non ricordo».
— Ne era il responsabile, come fa a non ricordare?
«O era cominciata o stava per cominciare».
— Ma la firma sull’ordine di servizio è sua o no?
«Non ho elementi per dire che non sia mia. Il fatto è che ero all’inizio e mi stavo facendo questa sigla personale che poi è cambiata…».
— L’Aeronautica sostiene che cominciò.
«Si saranno basati su dati di fatto».
— Quelli dell’inchiesta svolta dal Capo di stato maggiore, il generale Pisano. Lei è stato ascoltato da Pisano?
«No».
— Ricorda se il maresciallo Carico diede l’allarme per il DC-9 scomparso dal radar?
«Non a me».
E ieri in serata, riunione d’urgenza dell’ufficio di presidenza della Commissione stragi. Sembra che il presidente Gualtieri abbia intenzione di acquisire tutti gli atti. Mentre l’ambasciatore libico non ha affatto smentito la notizia che Gheddafi fosse in volo al momento dell’esplosione del DC-9 Itavia. Il missile aria/aria era destinato al colonnello?

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